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Giornata della memoria 2019

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Le iniziative per la Giornata della memoria del Liceo Candiani Bausch sono come sempre molteplici. La qualità che conferisce valore aggiunto alle nostre azioni è la sinergia e la collaborazione tra le varie componenti: è significativo l’apporto dato dagli studenti, tutt’altro che indifferenti in un momento storico che invita ad esserlo. Siamo fieri, dunque, di comunicare che al Liceo Candiani Bausch non è così. Ecco le nostre iniziative che avranno inizio nei giorni del 25/26 gennaio per prolungarsi, poi, all’evento del 5 febbraio. La nostra memoria, però, prosegue attivamente nella quotidianità di una didattica e di un dialogo il più possibile aperto con le nuove generazioni.

CON LILIANA SEGRE, NO AL RAZZISMO E ALL’INTOLLERANZA

Venerdì 25 gennaio gli studenti del Liceo Candiani Bausch -protagonisti, in particolare ma non unicamente, gli studenti del Consiglio d’Istituto- raccoglieranno i lavori di un Contest AMC contro il razzismo lanciato con Instagram e WhatsApp. Gli studenti che decideranno di partecipare, porteranno le loro opere che saranno esposte negli spazi della scuola e, in particolare, in Biblioteca. Il tema del Contest è di forte significato e si connette con il disegno di legge della Senatrice Liliana Segre contro l’odio e l’intolleranza https://video.repubblica.it/politica/liliana-segre-in-italia-dilaga-l-odio-si-deve-lavorare-contro-la-fascistizzazione/317902/318533

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La nostra giornata è dedicata ai naufraghi senza volto. La vignetta di Makkox ricorda un migrante 14enne proveniente dal Mali e morto nell’aprile 2015, mentre cercava di attraversare il Mediterraneo su un barcone. Tra le pieghe dei suoi vestiti, una pagella, fitta di impegno e bei voti. In fondo al mare.

IL BALLO DI MANTOVA: UN CANTO PER LA SPERANZA E LA MEMORIA danza, musica e parole per un nuovo Umanesimo

Alle ore 11:00 sempre di venerdì 25 gennaio, in Aula Magna, si terrà un momento di studio ed approfondimento, musica e danza dal titolo “Il Ballo di Mantova: un canto per la speranza e la memoria”. A guidare l’evento le classi 3M e 3CO insieme ad un gruppo di studenti del liceo artistico, coordinati dai docenti Enrico Barbagli, Dominga Triveri, Ilenia Logorelli e Valeria Canoro. Il momento è dedicato alla riflessione, all’approfondimento e alla scoperta delle radici che ci accomunano. Il suono è veicolo importante per riscoprire come la musica ebraica appartenga a tutti noi e sia parte della nostra identità. Per una comunità tollerante ed aperta all’incontro.

UN TESTIMONE D’ECCEZIONE

Agli eventi del 25 gennaio è prevista la partecipazione di un testimone d’eccezione: si tratta di Samuel Gaetano Artale, ovvero il prof. Ing. Von Bel Skoj-Levy, nato a Rostock in Germania nel 1937, che fu internato con la sua famiglia nel lager di Auschwitz Birkenau. Questa preziosa testimonianza è resa possibile grazie al gentile interessamento della GMC Editore che dedicherà al prof. Artale un evento speciale domenica 27 presso la Sala Tramogge dei Molini Marzoli alle ore 17.00. L’evento è patrocinato dal Comune di Busto Arsizio e vedrà la partecipazione di rappresentanze delle Associazioni e delle Istituzioni Scolastiche cittadine. In questa occasione, l’ing. Von Bel Skoj-Levy, che assunse il suo nuovo nome dopo la liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, narrerà i momenti tragici della sua esperienza e presenterà il libro dal titolo “Alla vita”, edito dalla GMC Editore e scritto per onorare la vita stessa e per documentare quel drammatico periodo storico.

LA STORIA CI APPARTIENE: per capire meglio il nostro presente e progettare meglio il nostro futuro

Le classi 4S- 4S2 e 4G2 coordinate dai loro docenti, proff. Francesco Marelli e Stefania Cattaneo, esporranno a piano terra il lavoro scenografico e di comunicazione che li ha visti protagonisti della rappresentazione teatrale che ha ripercorso il drammatico evento della Ercole Comerio: la deportazione della Commissione interna.
“L’altro fatto nefasto fu l’arresto della Commissione Interna della Ercole Comerio, a cui fece seguito la deportazione della stessa nei campi di sterminio in Germania. Molti di questi uomini morirono.  Ho ancora segnato nella memoria le sequenze dell’arresto, i volti, il dispiegamento dei mezzi nazisti in città ed all’interno della Comerio, la disperazione delle famiglie accorse nei pressi della fabbrica” Angelo Castiglioni, ex presidente ANPI  Busto Arsizio, ricordando il 10 gennaio 1944.

NOTE DI MEMORIA

Un’occasione per riflettere ci verrà offerta anche dalle parole intrecciate con la musica Domenica 27 gennaio alle ore 21.00 presso la Sala Pro Busto in via Battisti 12 C: gli studenti del Liceo Musicale si esibiranno in uno spettacolo di musica e letture dedicato alla Giornata della memoria dal titolo “Note di memoria”. L’ingresso è libero.

LA CONDIVISIONE: IL 27 GENNAIO E LA CITTÀ

Sabato 26 gennaio, una delegazione del Liceo Candiani Bausch parteciperà alle celebrazioni della memoria coordinate dal Tavolo di Cittadinanza e Costituzione voluto da un gruppo di docenti delle Scuole Secondarie Superiori di Busto Arsizio. A guidare l’evento, l’Istituto Crespi che dalle ore 10:00 proporrà un momento di studio e memoria presso il Monumento ai Deportati in Palazzo Gilardoni. La mattinata continuerà nell’Aula Ali della Libertà dedicata ad Angioletto Castiglioni e a tutti i partigiani della città (piazza Trento Trieste). Gli studenti approfondiranno il tema della deportazione narrando la loro esperienza e i loro studi su Camp des Milles (Aix-en-Provence), la cui storia testimonia ancor oggi le intolleranze, gli ingranaggi, l’ideologia xenofoba e antisemita che ha portato alla deportazione di più di 2.000 uomini, donne e bambini ebrei dal Camp des Milles al campo di sterminio di Auschwitz, attraverso Drancy e Rivesaltes.

VERA VIGEVANI JARACH: dalle radici del cuore, che affondano nel dolore, la voce ridente dei giusti.

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Vera Vigevani Jarach

Martedì 5 febbraio grazie alla collaborazione con ANPI (sez. Giovanni Castiglioni, Presidente Avv. Liberto Losa), gli studenti del Candiani Bausch potranno incontrare Vera Vigevani Jarach: “Per favore, mai più il silenzio”.La sua testimonianza, forte e vigorosa, attraversa la drammatica storia del nostro recente passato: sfuggita alla Shoah ancora bambina, insieme ai genitori, Vera vive in Argentina la feroce dittatura dei colonnelli e perde sua figlia, Franca, uno dei volti dei Desaparecidos.

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Franca Jarach

Da quel momento, Vera diventa una delle madri simbolo della Plaza de Mayo e gira il mondo con il suo messaggio di memoria, di pace e di speranza. L’incontro con lei rappresenta l’incontro con la sofferenza, l’ingiustizia e il dramma del Novecento; l’ascolto delle sue parole muove ad avere speranza e spinge ad impegnarsi nel proprio quotidiano perché … un mondo migliore è possibile.